Quando i genitori rimproverano un bambino perché ha fatto qualcosa che non va bene lo fanno soffrire? La risposta è sì. È impossibile, e scarsamente educativo, cercare di evitare ai bambini qualsiasi esperienza di sofferenza.
Certo, scontrarsi con gli ostacoli fa male, ma è il solo modo per imparare a tenerne conto. Inoltre, se non rendiamo chiare e visibili le regole della convivenza e del rispetto reciproco, in famiglia e nella società, e se non segnaliamo con chiarezza le trasgressioni, non aiutiamo i bambini a collocarsi in modo adeguato nel mondo in cui devono vivere. Ma come farlo?
Via libera a rimproveri e umiliazioni senza limiti? Assolutamente no! La capacità educativa degli adulti si gioca proprio sulla differenza fra rendere consapevoli i bambini dei loro errori e inchiodarli a un senso di vergogna e di inadeguatezza che danneggia l’immagine di sé che si stanno costruendo. Sentirsi capaci di riparare permette di accettare i propri errori e immaginarsi in grado di farne di meno, ed evita che il senso di colpa si trasformi in vergogna.
Qual è la chiave per far sì che i rimproveri non siano solo frustranti ma realmente educativi? Puoi scoprirlo leggendo l’articolo della psicologa e psicoterapeuta Silvana Quadrino sulla nostra app. Abbonati ora per non perderlo!
Buona lettura,
la redazione di Uppa